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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Lonigo
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mwiaLonigo (mwiqLonìgo in mwigveneto) è un mwiwcomune italiano di mwja16 060 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkqprovincia di Vicenza in mwkgVeneto. È il centro di riferimento della cosiddetta "Area Berica" in quanto sorge ai piedi dei mwkwColli Berici, oltre ad essere il centro più popoloso della parte meridionale della provincia.

Contents

Storia
Simboli
Eventi
Sport
Note

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Geografia fisica

Lonigo si trova nel nord-est della mwlwpenisola italiana, in mwmaprovincia di Vicenza, al confine con la mwmqprovincia di Verona. È attraversato dal mwmgfiume Guà, dal mwmwtorrente Togna e dal mwnario Acquetta.

Origini del nome

Citato nel mwnw1046 come mwoaLeonicus e più tardi anche come mwoqLunico, il toponimo è un mwogprediale derivato dal personale mwowlatino mwpaLeo con l'aggiunta del suffisso mwpq-īcus che indica appartenenza.cite-ref-dizionario-5-0[5]

In passato erano diffuse numerose mwqwparaetimologie: alcuni lo hanno messo in relazione alla mwraLuna, altri con la famiglia romana dei Leonici de' Flavii, altri ancora con il segno zodiacale del mwrqLeone sotto il quale sarebbe iniziata la costruzione del castello.cite-ref-6[6]cite-ref-dizionario-5-1[5]

Storia

Epoca antica e Medioevo

Il territorio del Comune di Lonigo fu abitato, fin dalla mwuqpreistoria, da genti paleovenete come sembrano confermare i reperti archeologici rinvenuti nei pressi di mwugAlonte. Nel mwuwII secolo a.C. popolazioni venete in parte romanizzate, probabilmente, frequentarono questi luoghi, mentre, sempre nello stesso periodo, è certa la presenza di coloni romani, dimostrata dalle lapidi ritrovate in località Casalino e Colombaron. Il primo stanziamento di una popolazione permanente dovrebbe risalire al II secolo a.C. tra le località di Santa Marina e San Tomà.

Quando, alla fine del mwvqIX secolo, a causa delle prime scorrerie degli mwvgUngari, l'abitato tra Santa Marina e San Tomà fu distrutto, parte della popolazione si rifugiò a Bagnolo e parte si insediò nel centro di Lonigo, dove fu costruita una fortificazione nei pressi del Duomo e di Villa Mugna; forse, però, era qualcosa di più di una semplice barriera a protezione della chiesa e degli inermi, ma un vero e proprio castello costruito per i Malacappella.cite-ref-7[7] Quest'ipotesi è sostenuta dal fatto che l'antica pieve di san Cristoforo, interna al castello, esercitava la sua giurisdizione solo nello stretto ambito cittadino e nel XIV secolo non aveva ancora cappelle dipendenti, il che dimostra che era di origine gentilizia.

Il castello dei Malacappella venne inizialmente detto "Calmano" (da mwxqcallis magnus), ma più tardi, in epoca veneziana, venne semplicemente chiamato "Castellazzo" (o "Castellaccio"): come risulta dalle antiche cronache, era certamente di dimensioni cospicue, disponeva di ampio fossato circostante, di ponte levatoio e di numerose "canipae"cite-ref-8[8] sotterranee in grado di assicurare la sussistenza per lunghi periodi a più di mwyg3 500 persone. Anche se molto probabilmente sopraelevate e rinforzate in epoca scaligera, del castello dovevano far parte anche le due torri che tuttora esistono davanti e dietro al Duomo.cite-ref-canova-9-0[9]

Nel mwaaX secolo per la prima volta, viene utilizzato il nome di Lonigo (nella forma latina mwaqLeunicus) in un atto notarile rogato a mwagVerona il 2 novembre 926. Negli anni successivi compaiono in atti notarili, notizie di compravendite di terreni avvenute mwawin Leunigus o di persone residenti in mwbaLeunigus o in mwbqcastro Leunico.

Verso la fine dell'mwbwXI secolo la città di mwcaVicenza acquistò il territorio di Lonigo e lo mantenne, nonostante le continue contese tra mwcqGuelfi e Ghibellini, nelle quali fu spesso coinvolto il castello.
Nel 1266 — alcuni anni dopo la morte di mwcwEzzelino III da Romano — come Vicenza anche Lonigo fu soggiogata da mwdaPadova e nel 1311 dagli mwdqScaligeri che avevano sconfitto i padovani (il castello di Lonigo subì ancora gravi danni nel 1312, a guerra non finita, nel corso di un ennesimo attacco dei padovani). Tali eventi e l'importanza che tutta la zona rivestiva sotto il profilo militare indussero mwdgCangrande della Scala a restaurare il castello e a cingere con forti mura tutto il borgo. In quest'epoca Lonigo divenne dunque una città murata, e poté così meglio resistere ai reiterati attacchi dei mwdwCarraresi, che ripresero negli ultimi decenni del Trecento. Fu anche sede del mweaVicariato civile che, oltre a Lonigo, comprendeva anche i territori di mweqAlonte e mwegSaregocite-ref-canova-9-1[9]; nel 1387, come tutto il territorio vicentino, fu sottomesso alla signoria di mwfwGian Galeazzo Visconti.

Le lotte e le incertezze, conseguenti alla morte di mwgqGian Galeazzo Visconti nel 1402, finirono con l'intervento della mwggRepubblica di Venezia, che estese la sua influenza a tutta la terraferma veneta. L'8 aprile 1404, con il famoso "Patto di dedizione", Lonigo legò, per quattro secoli, il suo destino a quello della mwgwRepubblica di San Marco.

Epoca moderna e contemporanea

Sotto il governo della mwhgSerenissima, Lonigo, premiata per la sua fedeltà, fu una podestaria autonoma, privilegio condiviso nel vicentino con la sola città murata di mwhwMarostica. Questo benevolo trattamento che Venezia riservava ai Leoniceni causò però un profondo attrito con Vicenza, che vedeva compromessa la propria autorità, in realtà l'autorità delle famiglie aristocratiche vicentine, dalle quali uscivano tutti i vicari territoriali, non venne mai pregiudicata mentre il podestà veniva nominato direttamente dalla Dominante.

La disputa divenne rovente nel 1410 quando i Vicentini pretesero il contributo dei Leoniceni per l'escavazione "mwiqfovee mwigburgi Pusterla"; si sentirono rispondere "mwiwnecesse esse reparari Rocham et Zintam et foveam dicte zinte terre Leonici" e che per il restauro di tali opere fortificate Vicenza doveva dare un contributo in favore di Lonigo detraendolo dai proventi derivanti dalle condanne. Fortunatamente i Veneziani gettarono subito acqua sul fuoco e con una sua ducale dell'11 aprile il doge mwjaMichele Steno stabilì che i predetti proventi fossero adoperati per le fortificazioni vicentine e che, se qualche cosa fosse sopravvanzato, "mwjqexpendatur in laboreriis et reparationibus Leonici". La questione fu poi ripresa nel 1441 e una nuova ducale stabili che "le riparazioni delle fortificazioni di Lonigo si faranno per due terzi a spese di quel Comune e per un terzo col ricavato delle condanne di Vicenza".cite-ref-canova-9-2[9]

Nel 1428 nacque forse a Lonigo l'importante umanista mwkwNiccolò Leoniceno.cite-ref-10[10]

La rovina del castello e delle mura di Lonigo ebbe inizio nel 1435 quando la città fu assediata ed occupata dalle truppe di mwmqFrancesco Sforza e mwmgNicolò Piccinino; altri danni, con la distruzione di buona parte delle mura, intervennero dal 1509 al 1517, all'epoca della mwmwguerra della Lega di Cambrai. A causa della mwnapeste del 1630 il paese perse addirittura la metà dei suoi abitanti.

Nel 1797, qualche mese dopo la caduta della Serenissima, Lonigo così come tutto il mwngVeneto fu ceduto da mwnwNapoleone all'mwoaAustria con il mwoqtrattato di Campoformio; nel 1806 fu aggregato al mwogRegno d'Italia, vassallo dell'impero francese e nel 1815, alla caduta di questo, il mwowCongresso di Vienna assegnò i territori all'Austria che costituì il mwpaRegno Lombardo-Veneto, del quale Lonigo fece parte fino al 1866, anno dell'annessione al mwpqRegno d'Italia.

Sotto il governo austriaco, Lonigo conobbe un periodo di notevole prosperità e nel 1833 fu insignita da S.M. Apostolica l'Imperatore d'Austria mwpwFrancesco I del titolo di Città. L'Ottocento fu il secolo di maggior splendore economico per Lonigo; sotto la spinta del principe Giovanelli e delle più importanti famiglie, si affermò l'mwqaindustria, in particolare quella della mwqqseta che, accanto alla ricca mwqgagricoltura, fecero di Lonigo la piccola capitale del Basso Vicentino.

Lonigo è stato il paese di adozione di mwraArnaldo Fraccaroli, mwrqgiornalista, mwrgscrittore, mwrwcommediografo, mwsasceneggiatore nonché l'mwsqinventore dell'espressione «mwsgdolce vita» che egli coniò per dare il mwswtitolo alla sua commedia del 1912 mwtaLa dolce vita, titolo che mwtqFederico Fellini riutilizzerà nel 1960 per il suo mwtgominomo film interpretato da mwtwAnita Ekberg e mwuaMarcello Mastroianni.cite-ref-11[11]

Nel 2013, a seguito dell'emergenza mwvgPfas in Veneto,cite-ref-12[12] il Comune di Lonigo diventa l'epicentrocite-ref-13[13] della Zona Rossa della grande contaminazione chimica causata dalla mwxwMiteni di Trissino.

Simboli

Lo stemma comunale è stato riconosciuto con decreto del mwygcapo del governo del 22 aprile 1929.cite-ref-acs-14-0[14]

«D'azzurro, al

leone

d'oro, sostenente con la

branca

destra anteriore un

crescente

montante figurato d'argento. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone, concesso con regio decreto del 24 dicembre 1928,cite-ref-acs-14-1[14] è un drappo di azzurro.

Onorificenze

Medaglia di bronzo al merito civile

«Cittadina situata in posizione strategica per i comandi germanici, durante l'ultimo conflitto mondiale subì violenti bombardamenti che provocarono numerosi morti, tra cui molti bambini, e gravissime distruzioni. La popolazione sopportò con ammirevole spirito di sacrificio ed amor patrio le avversità della guerra. 1943/1945 - Lonigo (VI)»


17 aprile 2012

Monumenti e luoghi d'interesse

Centro storico

Duomo

Imponente chiesa ottocentesca, eretta in forme neoromaniche e a croce latina a tre navate

Teatro comunale

Finito di restaurare nel 1993, ospita concerti, opere liriche, opere teatrali.

Altro

Palazzo Pisani
Torri dell'Antico Castello
Chiesa Vecchia
Ippodromo comunale

Polmone verde della città, anno di impianto alberato 1868, chiamato così perché si svolgeva l'antica Fiera dei Cavalli, dal 1986 divenuta fiera campionaria. Vi si svolgevano annualmente periodiche manifestazioni ed anche campionati e finali mondiali di mw-wspeedway. Ora, a tale attività sportiva, è stata approntata in una apposita pista in via Santa Marina.

mw-qmw-gVilla San Fermo mw-w(Villa Giovanelli)

La facciata della villa domina la pianura. Il settore centrale è racchiuso da due torrette piuttosto basse. All'interno i due grandi locali a fianco dell'ingresso, illuminati da vetrate, erano usati come serra per fiori e piante. Salendo lo scalone si giunge al piano nobile, dove un ballatoio separa le due ali della villa.

A sinistra si trova la sala della musica o sala della principessa. Nel soffitto è presente un affresco eseguito da mwaqiMosè Bianchi, che raffigura Flora sorretta da una densa nube e circondata da amorini.

Il salone d'onore o salone da ballo è considerato il cuore della villa perché qui si svolgevano i ricevimenti organizzati dai principi. mwaqqMosè Bianchi divise il soffitto in tre ovati: nel primo viene rappresentato il mwaquTrionfo della Pace, nel secondo il mwaqyTrionfo della Gloria e nel terzo lmwaqc'mwaqgAllegoria della Guerra. Un elemento di spicco del salone è il monumentale caminetto, proveniente da un palazzo Contarini di Venezia e risalente al Cinquecento.

Nella biblioteca del principe a capeggiare sul soffitto è il dipinto di Bianchi che raffigura i due personaggi danteschi mwaqoPaolo e Francesca. Nella stanza è rimasta al suo posto la libreria in legno di ciliegio che conteneva i libri dei principi.

Altri ambienti di rappresentanza sono la sala da pranzo, o sala delle sei porte, la sala degli stucchi, la sala di conversazione e la sala da fumo.

La maestosa scalea è opera di Gaetano Balzaretti, così come il parco e il giardino che circondano la villa.

Dintorni

Villa Pisani, detta la "Rocca Pisana"

Opera di mwariVincenzo Scamozzi

Villa Pisani di Bagnolo

Opera del 1542 di mwarcAndrea Palladio, inserita dal 1996 nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO assieme alle altre ville palladiane del Veneto.

Santuario di Santa Maria dei Miracoli, in frazione Madonna

Fu dei mwasaBenedettini prima e degli mwaseOlivetani poi. Si tratta di una cappella affiancata nel 1488-1501 da una chiesa mwasigotica con facciatina lombardesca; vi si venera un'immagine miracolosa della Vergine di fronte alla quale è una raccolta di tavolette votive; la cappella si apre nella chiesa ornata di grandi affreschi mwasmbarocchi. La cappella con l'immagine della Vergine, decorata con notevoli stucchi barocchi, è preceduta da un'mwasqiconostasi sormontata dalle statue dei quattro mwasudottori della Chiesa. Annesso alla chiesa c'è anche un museo con numerosi preziosi antichi mwasyex voto.cite-ref-16[16]cite-ref-17[17]cite-ref-18[18]

Complesso di San Daniele

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-19[19]

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2020 la popolazione straniera residente era di mwat42 583 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

1. mwaueRomania: 693 (4,23%)
2. mwaumSerbia: 480 (2,93%)
3. mwauuAlbania: 471 (2,64%)
4. mwaucBangladesh: 423 (2,58%)
5. mwaukMarocco: 315 (1,92%)
6. mwausIndia: 247 (1,51%)
7. mwau0Ghana: 129 (0,79%)
8. mwau8Cina: 47 (0,29%)
9. mwaveBosnia ed Erzegovina: 41 (0,25%)
10. mwavmSenegal: 40 (0,24%)

Cultura

Lonigo è un polo di rilievo nell'agroalimentare: vi ha infatti sede l'Istituto di genetica e sperimentazione agraria mwavyNazareno Strampelli; inoltre il territorio comunale rientra nella zona di produzione della mwavcDOP mwavgprosciutto Veneto Berico-Euganeo.

Eventi

Le manifestazioni storicamente di maggior rilievo sono le fiere: la più antica è la fiera di San Giacomo, attestata dal 1100, che ha luogo il 25 luglio; vi è poi la fiera di marzo, la cui prima edizione si tenne il 25 marzo 1486. Entrambe si focalizzano sull'agroalimentare.cite-ref-20[20]

Il folklore religioso si esprime invece nella mwawavia crucis che il mwawevenerdì santo viene celebrata per le strade cittadine, partendo dal convento dei Frati Minori per arrivare al Duomo. Molto sentita è anche la festa di Sant'Antonio, celebrata il 13 giugno con lo sfilamento in processione dell'effigie consacrata.

Geografia antropica

Frazioni

Almisano

Bagnolo

Nel Medioevo vi sorse un fortilizio, come attestato sia da cronisti vicentini che da veronesi, i quali lo definiscono oggetto di aspre contese tra Vicenza e Verona. Appare verosimile che esso sorgesse nell'area occupata nel XIV secolo dalla mwawgdomus dominicalis dei nobili Nogarola, sostituita poi nel Cinquecento dalla palladiana mwawkVilla Pisani.cite-ref-21[21]cite-ref-cbagnolo-22-0[22]

Madonna

Nella frazione Madonna si trova il Santuario di Santa Maria dei Miracoli e il monumento ai Caduti del 1922, opera dello scultore E. Caldana

Monticello

A Monticello, durante il Medioevo, vi era certamente un castello: le cronache dell'epoca e alcuni documenti del XV secolo ricordano spesso la mwaxyora castelli e associano sempre il castello alla chiesa, probabilmente perché la genesi del maniero è da ricondursi all'mwaxcincastellamento - cioè alla fortificazione della chiesa - nel X secolo o perché la chiesa sorse sulle rovine del castello una volta che questo fu distrutto nel XIII.cite-ref-23[23]

Se l'origine di questo castello non è nota, sono invece note la famiglia che lo possedeva e l'epoca della sua distruzione, entrambe descritte - seppure nel Quattrocento - dal mwax0Pagliarino nella sua mwax4Cronica: «… fu posseduto longo tempo dalla nobile famiglia de' Monticelli… e fu distrutto da Eccelino, essendo stato questo castello sempre inimico del popolo vicentino» (III, 162). Sempre secondo il Pagliarino, la storia della suddetta famiglia de' Monticelli si concluse subito dopo tragicamente perché «… fu da lui (Eccelino) estinta mentre teneva la signoria di Verona, percioché mandò li soldati padovani a far prigioni Monte et Attaldo et posti in ferri se li fece condurre avanti, alli quali nell'anno 1253 fece troncare il capo» (I, 44). I documenti successivi all'epoca ezzeliniana non parlano più del castello e tutto lascia credere che dopo i fatti citati esso non sia più stato ricostruito.

Nella frazione di Monticello di Lonigo è presente una chiesa dedicata a Sant'Apollinare, collocata su un piazzale che sovrasta la pianura e le piccole valli in direzione Lonigo.

Infrastrutture e trasporti

Lonigo è interessata dalle strade provinciali mwayiSP500 da mwaymCologna Veneta, SP XII da mwayqSan Bonifacio e dalla Strada Provinciale 14 da mwayuNoventa Vicentina. Il più vicino casello autostradale (mwayyA4) è a mwaycMontebello Vicentino, situato a circa 7 km dal centro cittadino.

La mwaykstazione di Lonigo è una fermata ferroviaria posta sulla mwayolinea Milano-Venezia, servita dalle corse regionali svolte da mwaysTrenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la mwaywRegione del Veneto. La stazione è lontana 5 km dal centro e si trova in località Locara (VR).

A causa della relativa distanza dal centro cittadino, nel 1882 la stessa fu collegata con un'apposita diramazione della mway4tranvia San Bonifacio-Lonigo-Cologna Veneta, che aveva fermate anche a San Giovanni e presso l'ippodromo, oltre che nel centro cittadino. Alla chiusura di questa, nel 1937, la diramazione fu riconvertita nella mway8ferrovia Lonigo-Lonigo Città, in esercizio fra il 1951 e il 1965.

Amministrazione

Sindaci nominati dal CLN

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1945 | 1946 | Virgilio Marchetto | PCI | Sindaco | |

Sindaci dal 1946

| Sindaco | Sindaco | Partito | Periodo | Elezione | | | | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| | Francesco Moro | Democrazia Cristiana | 1946 - 1958 | 1946 | | | | |
| | Francesco Moro | Democrazia Cristiana | 1946 - 1958 | 1951 | | | | |
| | Francesco Moro | Democrazia Cristiana | 1946 - 1958 | 1956 | | | | |
| | Alfonso Battaglia | Democrazia Cristiana | 1958 - 1967 | (1956) | | | | |
| | Alfonso Battaglia | Democrazia Cristiana | 1958 - 1967 | 1960 | | | | |
| | Alfonso Battaglia | Democrazia Cristiana | 1958 - 1967 | 1964 | | | | |
| | Giovanni Lovato | Democrazia Cristiana | 1967 - 1970 | (1964) | | | | |
| | Remigio Tomba | Democrazia Cristiana | 1970 - 1980 | 1970 | | | | |
| | Remigio Tomba | Democrazia Cristiana | 1970 - 1980 | 1975 | | | | |
| | Angelo Mistrorigo | Democrazia Cristiana | 1980 - 1985 | 1980 | | | | |
| | Santo Dal Maso | Democrazia Cristiana | 1985 - 1995 | 1985 | | | | |
| | Santo Dal Maso | Democrazia Cristiana | 1985 - 1995 | 1990 | | | | |
| Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1995) |
| | Giuliano Crivellari | Partito Popolare Italiano | 1995 - 1996 | 1995 | | | | |
| | Filippo Rubino ( Commiss. prefettizio ) | - | 1996 - 1997 | - | | | | |
| | Giuseppe Boschetto | Centro-sinistra | 1997 - 2006 | 1997 | | | | |
| | Giuseppe Boschetto | Centro-sinistra | 1997 - 2006 | 2001 | | | | |
| | Silvano Marchetto | Centro-destra | 2006 - 2009 | 2006 | | | | |
| | Sergio Porena ( Commiss. prefettizio ) | - | 2009 - 2010 | - | | | | |
| | Giuseppe Boschetto | Centro-sinistra | 2010 - 2015 | 2010 | | | | |
| | Luca Restello | Lega Nord | 2015 - 2020 | 2015 | | | | |
| | Pier Luigi Giacomello | Liste civiche - Centro-sinistra | 2020 - in carica | 2020 | | | | |

Gemellaggi

Abensberg, dal 1999

Il comune fa parte del movimento mwamkpatto dei sindaci.cite-ref-24[24]

Sport

La pratica calcistica è portata avanti dall'A.C. Lonigo 1910, la cui storia si è dipanata nelle divisioni dilettantistiche locali.

In località S. Marina è presente una pista di mwanespeedway la quale ha ospitato e ospita tutt'ora eventi motoristici di carattere nazionale e internazionale come ad esempio la finale mondiale a coppie del 1992 o i Grand Prix (mwaniSGP) dal 2005 al 2008.

Il Gruppo Sportivo Leonicena è la storica squadra di atletica leggera, una delle realtà più longeve in provincia per quello che riguarda questa disciplina sportiva.

Tra gli sportivi importanti di Lonigo sono da citare:

- il ciclista mwanyDavide Rebellin, vincitore nelle grandi classiche su strada del Nord Europa, sepolto nel cimitero di famiglia di Madonna di Lonigo;

- l'alpinista mwangMario Vielmo, scalatore dei quattordici mwankOttomila, di cui tredici senza l'uso di ossigeno.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaoimwaommwaoqBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwaoudemo.istat.it, mwaoyISTAT.
cite-note-21. mwaooComune di Lonigo - Statuto.
cite-note-divamm-sismica-32. mwao4mwao8mwapaClassificazione sismica (mwapemwapiXLS), su mwapmrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwapcmwapgmwapkTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwapomwapsPDF), in mwapwciterefmwap0Leggemwap4 mwap826 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaqaAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaqe 151. mwaqiURL consultato il 25 aprile 2012 mwaqm(archiviato dall'mwaqqurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-dizionario-55. mwaqoCarla Marcato, mwaqsmwaqwLonigo, in mwaq0Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p.mwaq4 361, mwaq8ISBNmwara 88-11-30500-4.
cite-note-66. mwarumwarymwarcCenni storici, su mwargcomune.lonigo.vi.it. mwarkURL consultato il 31 agosto 2022 mwaro(archiviato dall'mwarsurl originale il 27 settembre 2009).
cite-note-77. I Malacappella erano un ramo della potentissima famiglia dei conti Maltraversi ed estendeva la sua giurisdizione su Lonigo e su Cologna. mwar8mwasaCanova, 1979,mwase p. 93.
cite-note-88. Le "canipae" (da cui il dialettale mwasucaneve) erano locali adatti alla conservazione dei vini, delle verdure, della frutta, delle biade e dei prodotti commestibili in genere
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.lonigo.vi.it.
• mwa3kSito della Pro Loco Lonigo, su prolonigo.it.